







Visita il nostro ultimo evento, Maria Montessori. Un design per la pedagogia.
Biografia.
Bruno Munari nasce a Milano nel 1907.
Nel 1926 entra in contatto con Marinetti e il movimento Futurista e, tra il 1927 e il 1933, partecipa alle collettive della galleria Pesaro, oltre che alle Biennali e alle Quadriennali degli anni Trenta. La sua attività artistica in quel periodo spazia dalla pittura al collage, alla grafica, al design, alle opere polimateriche.
Durante un viaggio a Parigi, nel 1933, incontra Louis Aragon e André Breton, che gli ispireranno l’idea delle "macchine inutili", costruzioni del tutto astratte, sospese o appoggiate a terra. Nello stesso anno allestisce la sua prima personale alla Galleria delle Tre Arti, a Milano, mentre l’anno seguente compare tra i firmatari del "Manifesto tecnico dell’aeroplastica futurista". Negli anni Quaranta alterna all’attività artistica quella di grafico pubblicitario (risale a questo periodo la pubblicità del Campari) per importanti case editrici, come la Mondadori, e come art director della rivista Tempo.
Nel campo del design Munari ha progettato, dal 1935 al 1992, decine di oggetti d’arredamento (tavoli, poltrone, librerie, lampade, posacenere, carrelli, mobili combinabili, ecc.), la maggior parte dei quali per Bruno Danese. E proprio nel campo del disegno industriale Munari ha creato i suoi oggetti di più famosi, come il giocattolo scimmia Zizi (1953), la "scultura da viaggio" pieghevole, il portapenne Maiorca e il posacenere Cubo (1958), le celebri lampade Falkland e l Dattilo.
Muore il 30 settembre 1998 a Milano.
I libri per Munari
La prima esperienza di Munari nella produzione editoriale risale al 1929, in pieno Futurismo, con la pubblicazione del primo di molti libri per ragazzi, Aquilotto implume, edito in originale dall’Ambrosiana Editrice. Da allora si contano almeno 184 volumi, di cui l’artista-designer ha progettato personalmente la grafica, da saggi tecnici a libri di filastrocche e poesie, da libri “artistici” a testi didattici. L’apporto di Munari al mondo dell’editoria va analizzato da due punti di vista: da una parte il Munari autore, dall’altra il Munari esclusivamente grafico. Nel secondo caso una rilevanza particolare assume la collaborazione di Bruno Munari con l’editore Einaudi, per il quale cura la grafica delle collane Piccola Biblioteca, Nuova Universale.
Ma è con il Munari autore che si assiste alle maggiori sperimentazioni sul libro come oggetto artistico. Munari ha sempre utilizzato il libro per testimoniare il proprio percorso creativo: quando è impegnato nel progetto di un elemento di arredo oppure quando si occupa di arte cinetica o di pittura futurista, crea di solito un libro, un modo immediato per comunicare il pensiero e le idee che in quel momento stanno influenzando il suo lavoro.
Esperienza e cultura, delle cose e dei materiali, si sedimentano nel corso della sua lunga attività, ma Munari è capace di non perdere mai quell’attimo di sospensione che immaginiamo preceda ogni suo gesto e gli rende possibile reinventare ogni volta un’immagine, una forma, un materiale. Una fragranza e una freschezza che non si consumano.
Munari non gioca a fare il bambino: ma, da vero artista, è capace ogni volta di riconvocare l’infanzia per giocare con le forme. L’intelligenza dei suoi occhi precede e supera quella del pensiero.
